OFFERTA CERTIFICAZIONE ENERGETICA

giovedì 10 aprile 2014

SEI SICURO DELLA CLASSE ENERGETICA DI CASA TUA ?

La grande maggioranza delle case in cui viviamo consuma ed inquina molto più di quanto dovrebbe: edifici costruiti almeno 25 anni fa e caratterizzati da soluzioni progettuali, costruttive e tecnologiche tipiche dell’epoca (scarso isolamento delle pareti, serramenti inadeguati, caldaie poco performanti …) che non consentono, senza un’adeguata riqualificazione, il raggiungimento di determinati standard di risparmio energetico.
Tuttavia, anche numerose costruzioni realizzate negli ultimi 10 anni e spesso vendute come “ecosostenibili” ed “a basso consumo” risultano invece dei veri e propri “colabrodo”, evidenziando notevoli carenze soprattutto a livello di dispersioni termiche e di coibentazione delle superfici di involucro. Così, anche in questi casi, il giusto comfort abitativo è ottenibile solamente a fronte di maggiori spese sia per il riscaldamento invernale sia per il raffrescamento estivo.
Questo è quanto emerge da un recente studio effettuato da Legambiente: un’indagine termografica condotta su più di 500 immobili sparsi in tutta Italia, molti dei quali da poco edificati e pubblicizzati come “ecologici”.
La situazione è molto ambigua: fabbricati che sulla carta dovrebbero essere delle perfette “macchine energetiche” in realtà non lo sono affatto. Tutto ciò contrasta fortemente con il diritto legittimo dell’utente di ricevere informazioni esatte, attendibili e pienamente conformi sulle caratteristiche tecniche dell’abitazione in cui andrà a risiedere.
Lo strumento che dovrebbe permettere ai cittadini di conoscere e valutare correttamente i consumi di un edificio è la certificazione energetica; l’attestato di prestazione energetica (APE) deve essere allegato obbligatoriamente ad ogni atto di compravendita o di locazione e riportato su tutti gli annunci immobiliari.
A volte, però, tale documento non contiene dati affidabili poiché alcuni tecnici, lavorando con estrema superficialità ed al costo di poche decine di euro, non effettuano i sopralluoghi e le indagini indispensabili, causando in questo modo un considerevole danno economico per l’acquirente o l’affittuario.
Infatti la classe energetica di un alloggio concorre, oltre che alla definizione della spesa in bolletta, anche alla determinazione del valore di mercato: un appartamento certificato con consumi bassi otterrà una quotazione economica nettamente superiore rispetto ad uno meno ecologico. Tuttavia questa differenza di valore spesso non è giustificata ed un APE non redatto in maniera corretta può portare a pagare un’abitazione dai 100 ai 400 euro/mq in più di quanto non valga veramente; questo significa che, in casi estremi, un’unità di media grandezza può essere sopravvalutata anche di 50.000 euro.
Queste distorsioni sono dovute al fatto che in molte Regioni (quali Liguria, Veneto, Lazio, Calabria, Campania, Sardegna…) non esista ancora un sistema di controllo efficace che tuteli attivamente gli interessi di cittadini, imprese e progettisti onesti. Anche nelle regioni “più virtuose” gli accertamenti sono spesso insufficienti ed effettuati solamente “a campione”.
Quindi, da un lato sarebbe auspicabile uno snellimento delle procedure amministrative, delegando maggiori poteri e responsabilità ai tecnici privati; dall’altro sarebbero necessarie verifiche più severe.
Teoricamente deregulation e semplificazione sono armi ottime contro le lungaggini burocratiche, tuttavia la mancanza di un adeguato sistema di vigilanza ha consentito a molti di trarre profitto dai punti deboli del sistema per tornaconto personale, a discapito della qualità.
Su alcune pagine web dedicate ad acquisti online scontati si trovano, da diverso tempo, offerte per certificazione energetica a prezzi davvero bassi: non è insolito trovarne a 40 euro o meno. Se il lavoro venisse eseguito “a regola d’arte”, simili importi sarebbero difficilmente sostenibili da parte del professionista.
Infatti per ogni coupon venduto il gestore del sito trattiene una cospicua commissione che normalmente si aggira attorno al 50%; a questo si aggiunge la tassa di registrazione dell’APE al catasto energetico regionale (in Lombardia è di 10 euro). Detraendo, infine, le imposte dovute (quali IVA, ritenuta d’acconto IRPEF e contributo Inarcassa) al certificatore rimarrebbero poco più di 5 euro, non sufficienti nemmeno a coprire le spese vive affrontante.
Alla luce di quanto sopra è possibile trarre due conclusioni: o siamo in presenza di “benefattori” che pur di dare il proprio contributo alla causa decidono di lavorare esclusivamente in perdita, oppure ci troviamo di fronte a tecnici quantomeno spregiudicati che, sfruttando le maglie molto larghe dei controlli, decidono di basare il loro business sul modello “copia e incolla” con documentazioni fatte “a fotocopia” e senza compiere le dovute indagini.
Il risultato prodotto da tale sistema è una marea di APE totalmente difformi dalla realtà. Sono molto frequenti annunci di abitazioni, in vendita o in affitto, attestate in classi energetiche alquanto fantasiose, per esempio comuni appartamenti costruiti nei primi anni ’80 e mai riqualificati in classe C!
Redigere certificazioni non veritiere, oltre a costituire reato con profili penali di falso in atto pubblico, va contro le finalità della legge stessa che, prevedendo proprio la loro obbligatorietà, ha voluto incentivare il risparmio energetico in edilizia, permettendo al futuro acquirente una valutazione precisa delle caratteristiche dell’immobile.
Nel nostro Paese ci sono effettivamente troppe normative e troppa burocrazia, troppi organi preposti a rilasciare licenze ed autorizzazioni. Sarebbe invece necessario semplificare tutto questo; tuttavia, per poterlo fare in modo efficace, bisognerebbe instaurare un efficiente apparato di controllo. Allo stato attuale il rischio che si corre è quello di arenarsi in un sistema che risponda esclusivamente alla logica del maggior ribasso, producendo soltanto risultati di qualità infima.




lunedì 24 marzo 2014

ON LINE IL NUOVO SITO ENEA

E' on line il sito per la trasmissione all'ENEA delle richieste di detrazione relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici ultimati nel 2014.
Come sappiamo, in seguito alla pubblicazione (nella G.U. n°302 del 27/12/2013) della Legge 27 dicembre 2013 n°147 (Legge di Stabilità 2014), nel caso di interventi di efficienza energetica, queste detrazioni sono prorogate nella misura del 65%, per spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 e nella misura del 50% per spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.
Nel caso di interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità di un condominio, queste detrazioni sono prorogate nella misura del 65%, per spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015. E nella misura del 50%, per spese sostenute dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.




venerdì 14 marzo 2014

QUANTO E' IMPORTANTE L'EFFICENZA ENERGETICA NELLE COMPRAVENDITE ?

Netta predominanza di edifici in classe energetica G, tranne che per il segmento delle nuove costruzioni, forte percentuale d’immobili di classe energetica scadente fra gli immobili ristrutturati.

Sono, questi, alcuni dati contenuti nel report immobiliare urbano Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali), che offre anche una ‘fotografia’delle transazioni immobiliari rispetto alla classe energetica dell’edificio, alla luce dell’obbligo di dotarsi di Attestato di prestazione energetica (Ape) per tutti gli atti di compravendita e locazione..
Il report ha analizzato la percezione sia del mercato che degli agenti immobiliari rispetto ai temi dell’efficienza energetica, le principali barriere e le possibili soluzioni.La fotografia che emerge dalle interviste agli agenti immobiliari è in bianco e nero: circa il 50% degli acquirenti non ha una percezione adeguata dell’importanza del tema dell’efficienza energetica - ritenuta sufficiente per il 30% del campione -, mentre quasi il 70% di chi vende casa non considera questo un tema importante, segno che l’efficienza energetica non è percepita come un valore dai proprietari che collocano un immobile sul mercato. Impietosa la fotografia che gli agenti immobiliari fanno dell’utilità della certificazione energetica degli edifici, ritenuta uno strumento non utile per chi vende o acquista un immobile dal 60% del campione intervistato.
Più confortante il quadro che emerge dall’analisi dei dati relativi agli agenti immobiliari. Tra di loro solo il 9% ritiene di non avere sufficienti competenze per valutare la qualità energetica di un edificio, mentre permangono, sebbene attenuate, le criticità circa l’utilità dello strumento della certificazione energetica. Le criticità relative all’attuale impostazione della certificazione energetica degli edifici vengono confermate anche nella sezione del questionario dedicata alle barriere e alle possibili soluzioni: oltre l’83% del campione ritiene che l’attuale impostazione vada rivista nell’ottica di aumentare la percezione del valore di mercato di un immobile efficiente rispetto a uno meno efficiente, mentre la quasi totalità del campione indica come priorità quella di aumentare i controlli sulla qualità tecnica delle certificazioni.
Per quanto riguarda la formazione degli operatori immobiliari sul tema dell’efficienza energetica, il 50% del campione dichiara di aver affrontato il tema nei propri percorsi di formazione professionale, mentre oltre il 60% si dichiara interessato ad approfondire l’argomento.
Il tema del finanziamento degli interventi di efficienza energetica è visto come un ostacolo da oltre il 63% del campione - il 27% lo giudica critico o addirittura molto critico -, mentre molto interessante appare l’atteggiamento degli agenti immobiliari sia rispetto agli attuali strumenti d’incentivazione sia rispetto alla disponibilità a promuovere presso i clienti eventuali nuovi strumenti di finanziamento per interventi di efficienza energetica in edilizia (oltre 91% del campione). 
L`analisi, realizzata in collaborazione con Enea e I-Com, ha infine evidenziato la necessità di incentivare la convergenza di domanda e offerta verso standard energetici-ambientali più elevati. Obiettivo funzionale non solo al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico nel settore immobiliare, ma anche alla ripresa economica del comparto. Come sempre quanto si parla di efficienza, la questione del credito è centrale: chi intende riqualificare il proprio immobile dovrà avere a disposizione strumenti nuovi, che coinvolgano anche gli agenti immobiliari quale canale diretto di promozione.
(fonte: www.ingegneri.info).



 

mercoledì 12 marzo 2014

CLASSI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI, SOTTO LA LENTE IL RISPARMIO SUL RISCALDAMENTO DA NORD A SUD

Riscaldare una casa poco efficiente può costare dieci volte tanto una casa di classe A.
Lo ha evidenziato uno studio di SosTariffe.it che cerca di fornire una risposta a domande del tipo “Quanto costa scaldare una casa poco efficiente e quanto si risparmierebbe migliorandone la classificazione energetica? Quali sono i migliori interventi da effettuare su un immobile per avere una casa a classe A?”
L'indagine ha stimato la spesa annua per riscaldare un’abitazione tipica italiana in diverse classi energetiche e in quattro aree climatiche.
Forti differenze di costo
L’analisi di SosTariffe.it ha rilevato che per una tipica abitazione italiana si risparmiano tra i 1000 e i 1600 euro l’anno sulle spese di riscaldamento rispetto a un’abitazione poco efficiente di pari metratura. La tabella riassume la spesa necessaria per riscaldare una casa indipendente di 120 metri quadri di una data classe energetica in varie aree climatiche:  
In tutte le aree esiste una forte differenza di costo tra le spese per riscaldare una casa a classe maggiore e una a classe minore. Per una casa poco efficiente si può spendere dieci volte tanto per il riscaldamento rispetto a un immobile molto efficiente. Nelle aree Alpine e Padane, il risparmio sulla classe energetica G, per chi ha un’abitazione a classe A, è di 1600 euro l’anno, nelle aree peninsulari questa differenza è di 1296 euro, mentre nella zona climatica insulare ammonta a 976 euro annui.
Interventi differenti per aree geografiche differenti
Non in tutte le aree geografiche sono necessari gli stessi interventi strutturali per avere una casa con una determinata classificazione energetica. Le abitazioni che si trovano nelle regioni peninsulari e insulari possono avere valori di isolamento inferiori, date le temperature invernali più miti, che riducono la dispersione di calore e il fabbisogno energetico. Di converso, nelle aree del Paese più fredde è necessaria una combinazione di elevato isolamento termico e impianti di riscaldamento efficienti per raggiungere la classe energetica migliore. La seguente tabella indica, approssimativamente, quale combinazione di isolamento e impianto di riscaldamento è necessaria per ottenere la corrispondente spesa in riscaldamento (vedi precedente tabella) nelle quattro diverse aree climatiche:
L'isolamento termico incide di più
In generale vale la regola che è l’isolamento termico a determinare la classe energetica, mentre l’impianto di riscaldamento ha un’importanza secondaria. Investire in un impianto di riscaldamento molto efficiente, quindi, non abbasserà di molto la bolletta se le aree da scaldare sono male isolate. All’opposto, invece, una casa ben coibentata può raggiungere la “classe A” anche con un tradizionale impianto a gas in quasi tutte le zone d’Italia. Si può facilmente calcolare che una casa inefficiente può portare ad una maggiorazione sul riscaldamento di 20 mila euro in 10 anni. Un fattore da tenere in grande considerazione al momento di acquistare o affittare un immobile. Ha poca influenza invece il fatto che il costo unitario del gas è leggermente superiore al Sud rispetto al Nord: la differenza è di circa 140 euro l’anno per la classe F e si riduce progressivamente all’aumentare della classe energetica.
(fonte: www.casaeclima.com)



mercoledì 5 marzo 2014

EDILIZIA: OLTRE IL 70% DEGLI EDIFICI VENDUTI NEL 2013 E' IN CLASSE G

Nonostante le direttive europee legate all’edilizia, l’obbligo della certificazione energetica e le leggi sull’efficienza in vigore, ancora oggi le prestazioni e la qualità degli immobili non rappresentano una variabile significativa per la determinazione del prezzo di vendita nelle transazioni immobiliari.
Ad evidenziarlo è il “Rapporto Annuale sull’andamento del mercato immobiliare urbano 2013. Valori, trend di mercato e previsioni per il 2014” redatto da ENEA in collaborazione con FIAIP - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali e I-Com -Istituto per la Competività.
Secondo il Rapporto il 70% delle abitazioni vendute nel 2013 risulta tutt’oggi in classe G e, dato ancora più sconcertante, nonostante le leggi sull’efficienza energetica anche il 20% delle abitazioni di nuova costruzione risulta nella medesima Classe. Dati significativi e allarmanti quelli contenuti nel Rapporto ENEA/FIAIP che denunciano una quasi totale mancanza di sensibilità degli utenti in merito a risparmio ed efficienza in edilizia, tanto da non prendere in considerazione, negli interventi di ristrutturazione, un minimo costo extra del 10-15% per l’efficientamento che permetterebbe notevoli risparmi sui consumi futuri.
La difficoltà di accesso al credito è un ulteriore punto messo in luce dal Rapporto che identifica negli agenti immobiliari “i soggetti più idonei a promuovere presso i propri clienti gli strumenti finanziari, nonché i “bonus energetici del 65%” per gli interventi di riqualificazione energetica”, promuovendo nello stesso tempo l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) in un’ottica di valorizzazione dell’efficienza energetica in edilizia.
(Fonte: www.rinnovabili.it)



giovedì 20 febbraio 2014

CON LA LEGGE "DESTINAZIONE ITALIA" ECCO COSA CAMBIA...

E' legge il programma Destinazione Italia. Dopo l’ok delle Commissioni Industria e Finanze del Senato, che hanno convalidato senza modifiche tutte le decisioni della Camera, l'Aula ha approvato il ddl con 121 voti favorevoli e 91 contrari. Questi, in sintesi, alcuni punti della legge:
Requisiti dei certificatori energetici degli edifici
Con una serie di modifiche al Dpr 75/2013, Regolamento sui requisiti professionali dei certificatori energetici degli edifici, aumentano le lauree e i diplomi con cui si può esercitare la professione di certificatore energetico senza frequentare alcun corso di formazione.Chi non possiede i requisiti per diventare certificatore energetico, dovrà invece frequentare un corso della durata minima di 80 ore.
APE nei contratti di compravendita e affitto
Le compravendite e gli affitti conclusi senza allegare l’APE, Attestato di prestazione energetica, sono validi ma, se l’attestato non viene consegnato entro 45 giorni, sono puniti con multe dai 3 mila ai 18 mila euro. Nelle locazioni di singole unità immobiliari, la multa oscilla tra i mille e i 4 mila euro. Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione è ridotta della metà.
La sanzione deve essere pagata da entrambe le parti in solido e in parti uguali. Il pagamento della multa non fa venire meno l’obbligo di presentare l’attestato. Tutti gli accertamenti delle violazioni sono condotti dalla Guardia di Finanza o dall'Agenzia delle Entrate. Nei contratti di trasferimento degli immobili a titolo gratuito, dove chi riceve l'immobile non deve nè può effettuare una valutazione, non c’è nessun obbligo di allegare l’APE al contratto.
Rilascio dell’Ape
In fase di redazione e rilascio dell’Ape si deve tenere conto anche del raffrescamento derivante dalle schermature solari mobili, a condizione che la loro prestazione energetica sia di classe 2, come definita nella norma europea EN 14501:2006, o superiore.
Incentivi alle energie rinnovabili
Gli incentivi alle fonti rinnovabili saranno rimodulati per pesare meno sulle bollette elettriche. Gli operatori potranno continuare a usufruirne per il periodo residuo oppure scegliere un incentivo più basso, ma prolungato di sette anni. Chi decide di non avvalersi della rimodulazione non potrà avvalersi di altre agevolazioni per dieci anni dalla fine del periodo di incentivazione. Questo limite non vale invece per gli impianti in cui il periodo di incentivazione termina il 31 dicembre 2014.
Manutenzione degli impianti termici
Le imprese individuali potranno continuare ad occuparsi della manutenzione degli impianti termici. Viene così risolto l’equivoco contenuto nella definizione di “terzo responsabile” contenuta nel DM 22 novembre 2012. In base alla formulazione iniziale si stava infatti creando una situazione discriminatoria ai danni di molte imprese che, a causa della loro forma giuridica, si stavano vedendo revocare i contratti per la manutenzione degli impianti stipulati con i condomini.




lunedì 10 febbraio 2014

DUBBI SULLA CLASSE ENERGETICA DEL TUO IMMOBILE ?

Hai acquistato casa in Lombardia e dopo qualche tempo ti accorgi che i consumi energetici effettivi non combaciano con la classe energetica dichiarata ?
Prima di dubitare del certificatore energetico e del costruttore può essere molto utile fare alcune riflessioni. Dobbiamo infatti tenere conto che la procedura di calcolo per le certificazioni energetiche è un metodo che deve semplificare numerose variabili che incidono sui consumi energetici dell’edificio e che riguardano:
- come è costruito l’involucro edilizio;
- come è fatto l’impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria;
- le condizioni climatiche esterne;
- in che modo l’edificio e il suo impianto vengono utilizzati dall’utente.
I dati relativi a involucro edilizio e impianto termico sono di fatto oggettivi, come anche le condizioni climatiche medie del Comune in cui è ubicato l’edificio. Molto più variabili sono invece le modalità di utilizzo dell’edificio da parte dell’utente. Per rendere le certificazioni energetiche di diversi edifici paragonabili fra loro, la procedura di calcolo prevede di considerare condizioni di utilizzo delle abitazioni standard: riscaldamento acceso costantemente per 6 mesi all’anno con temperatura interna impostata a 20°C, un numero determinato di ricambi d’aria orari, ecc.
Se la stagione invernale è stata particolarmente più fredda della media, i consumi reali supereranno certamente quelli calcolati dal certificatore energetico. Lo stesso può avvenire se in casa viene impostata una temperatura più alta di 20°C, se si ha l’abitudine di cambiare aria con maggiore frequenza rispetto a quanto previsto dalla procedura di calcolo o se i vicini di casa tengono spento il riscaldamento per lunghi periodi, ecc.
Le modalità di utilizzo dell’edificio incidono parecchio sui consumi energetici. Pertanto, prima di giungere a conclusioni affrettate quando si confronta una certificazione energetica con i consumi reali, è sempre bene valutare in via preliminare se stiamo usando l’edificio e il suo impianto nelle condizioni standard della procedura di calcolo. Nella maggior parte dei casi le differenze tra i valori calcolati e quelli reali trovano così una spiegazione.

Verifica della classe energetica di un immobile
Esistono però dei casi in cui, anche utilizzando l’edificio e il suo impianto in modalità standard, si notano effettivamente incongruenze non giustificabili, tali da portare a comprensibili contestazioni con chi ci ha venduto la casa. Come possiamo capire se il calcolo eseguito per la certificazione energetica della casa che abbiamo acquistato è corretto? Ci sono due possibilità.
Come prima opzione si potrebbe provare a chiedere un controllo ufficiale. Esiste poi in alternativa un approccio più morbido e probabilmente più veloce, che però rende necessario rivolgerci ad un tecnico abilitato alla redazione di certificazioni energetiche in Regione Lombardia ed iscritto all’elenco regionale dei certificatori.
Sul sito di Finlombarda, la finanziaria per lo sviluppo della Lombardia che gestisce il Catasto Energetico Regionale, ogni certificatore, accedendo alla propria area riservata, può chiedere al Catasto Energetico Regionale il file di calcolo di certificazioni energetiche redatte da altri certificatori. Ciò può avvenire solo se il certificatore è munito di apposita delega firmata dal proprietario dell’immobile.
Firmando la delega al certificatore di nostra fiducia, questi potrà ottenere dal Catasto Energetico Regionale il file di calcolo relativo alla nostra abitazione e avrà così a disposizione tutti gli elementi per capire se nella certificazione energetica dell’immobile c’è qualcosa che non va.
Gli esiti dell’analisi possono essere due. Il primo è che le informazioni e i valori inseriti per il calcolo non corrispondano alla realtà dell’edificio e che quindi la classe energetica effettiva sia diversa da quella dichiarata. In questo caso potremo valutare se contestare il lavoro del certificatore.
Se invece i calcoli sembrano essere corretti e l’immobile continua comunque a consumare molto più di quanto dichiarato anche in condizioni di utilizzo standard, è lecito che sorgano dubbi sulla costruzione dell’edificio ed in particolare sulle sue parti non visibili: i ponti termici sono stati curati in maniera adeguata dall’impresa che ha eseguito i lavori? I valori di trasmittanza del cappotto termico o dei serramenti sono effettivamente quelli dichiarati? Le domande potrebbero essere infinite e probabilmente molto difficile risalire ai difetti costruttivi non visibili che rendono i calcoli non veritieri. In questo caso sta al proprietario dell’immobile decidere se andare a fondo nella questione, anche in ambito giudiziario.