OFFERTA CERTIFICAZIONE ENERGETICA

mercoledì 3 giugno 2015

LOMBARDIA, SOLO UN EDIFICIO SU CENTO E' CLASSE "A"

È emergenza riqualificazione energetica in Lombardia. Un milione e mezzo di abitazioni (in pratica una su due) non hanno mai subito interventi di manutenzione e quindi consuma e inquina molto più del normale.
Sono solo alcuni dei dati Finlombarda, rielaborati e analizzati da Rete Irene, il primo network di imprese lombarde specializzato in riqualificazione energetica, e presentati al Politecnico di Milano il 15 ottobre 2013 nel corso del convegno “Riqualificazione energetica a Milano: istruzioni per l’uso”.
Dal convegno è emerso, inoltre,  che solo un edificio su 100 appartiene alla classe energetica A o A+, mentre una casa su due (il 51,6% degli edifici) è in ultima classe, la classe G.
Considerando tutte le abitazioni certificate dal 2007 a oggi, il fabbisogno energetico medio a Milano si attesta su un valore di 202,8 kWh/m2, un consumo che oscilla da 1,5 a 3,5 volte in più rispetto a città come Berlino, Vienna o Parigi, dove l’inverno è indiscutibilmente più rigido e l’energia costa meno.
“Si tratta di numeri - ha spiegato il Presidente di Rete Irene, Manuel Castoldi - su cui si può e si deve intervenire con quella sensibilità e competenza che sappiano individuare gli interventi più idonei alle esigenze di ogni singola casa o edificio; la riqualificazione energetica, infatti, consente non solo di salvaguardare l’ambiente, ma anche di risparmiare sulle bollette del riscaldamento e addirittura di incrementare il valore delle singole abitazioni”.
Sempre secondo i dati Finlombarda nella regione Lombardia le abitazioni residenziali che hanno più di 30 anni sono 3.300.000, oltre il 75% del totale. Di queste, il 47% non ha mai subito interventi di manutenzione. Questo significa che se da qui al 2020 si intervenisse anche solo su un terzo di questi 1.550.000 alloggi “spreconi” si ridurrebbero emissioni di CO2 per un totale di 750 mila tonnellate all’anno.
“La maggior parte degli edifici che occupiamo - ha spiegato il Prof. Niccolò Aste del Politecnico di Milano - è stata concepita e realizzata in epoche, nemmeno troppo lontane, in cui l’efficienza energetica era una tematica praticamente sconosciuta per architetti e costruttori. La situazione odierna è sotto gli occhi di tutti: i nostri immobili sono pesantemente energivori e necessitano di efficaci operazioni di retrofit, al fine di allinearli agli attuali standard. Tutto ciò è possibile solo attraverso operazioni coordinate ed integrate, in cui progettisti, tecnici, esecutori e consulenti interagiscono in maniera sinergica”.
“È ormai accertato - ha affermato il Presidente di ANACI Lombardia, Claudio Bianchini - che una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico, a Milano come in Lombardia, è data dal funzionamento degli impianti di riscaldamento. Intervenire sul patrimonio edilizio esistente è un impegno che noi Amministratori dobbiamo sostenere  convincendo i cittadini condomini  della necessità di interventi destinati ad aumentare il risparmio energetico, volti ad ottenere riduzione di costi e sicuri benefici ambientali a tutela di tutta la nostra Comunità.
(fonte: edilporlale.com )


lunedì 4 maggio 2015

IL CATASTO ENERGETICO E I SERVIZI UTILI AL CITTADINO

Quando si parla di Catasto si fa generalmente riferimento al Catasto edilizio, ossia un sistema di rilevamento e catalogazione degli edifici.
Il Catasto edilizio prevede:
- una mappa di inquadramento generale individuante la posizione di terreni e edifici;
- l’elaborazione di documenti specifici per ogni unità immobiliare, contenenti planimetrie e informazioni inerenti i possessori, la consistenza, la rendita, ecc.
In realtà in Italia esistono varie tipologie di Catasto. C’è ad esempio il Catasto terreni, il Catasto fabbricati, il Catasto alberi e da qualche anno sono in via di istituzione in ogni Regione anche i Catasti energetici e i Catasti degli impianti termici.
Per analogia con in Catasto edilizio, potremmo descrivere il Catasto energetico come un sistema di rilevamento e catalogazione del comportamento energetico degli immobili.
Il Catasto energetico ha competenza regionale e gestisce il registro degli Attestati di Prestazione Energetica (APE) relativi agli immobili presenti sul territorio della Regione cui fa capo. Le sue funzioni principali sono da un lato recepire e archiviare le nuove pratiche e dall’altro offrire la consultazione delle pratiche già redatte.
Il Catasto energetico è un’istituzione molto recente e non ancora tutte le Regioni hanno provveduto a costituirlo. Attualmente il Catasto energetico è attivo nelle seguenti Regioni:
- Abruzzo
- Campania
- Emilia Romagna
- Friuli Venezia Giulia
- Liguria
- Lombardia
- Marche
- Piemonte
- Sicilia
- Provincia autonoma di Trento
- Valle d’Aosta
- Veneto
Sono invece in fase di costituzione i catasti energetici di Calabria e Umbria. Per le restanti Regioni (Basilicata, Provincia autonoma di Bolzano, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana) ne è comunque prevista la costituzione, ma si dovrà attendere un po’ di tempo.
Utilità del Catasto energetico per il cittadino 
Possiamo certamente intuire l’utilità a livello regionale e statale del Catasto energetico, che permette di avere un’idea dei consumi energetici del parco edilizio e delle sue trasformazioni nel tempo. Ciò permette di individuare le misure da promuovere per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
Ma a cosa può servire il Catasto energetico per il comune cittadino? In alcune Regioni il Catasto energetico, oltre a recepire e gestire gli attestati di Prestazione Energetica, mette a disposizione alcuni servizi interessanti. Proviamo ad analizzare cosa offrono al cittadino le singole Regioni.

Catasto energetico Regione Lombardia
L'attività del Catasto Energetico di Regione Lombardia è denominata CENED. Il cittadino può consultare una sezione F.A.Q. molto approfondita, contenente una raccolta di risposte alle domande più frequenti: quando è obbligatorio dotarsi di APE? quanto costa un APE? cosa bisogna fare in caso di trasferimento a titolo oneroso o in caso di affitto? ecc.
Al cittadino sono inoltre messi a disposizione due strumenti di interrogazione del database regionale inerente i certificatori:
- il servizio consulta l’elenco dei soggetti certificatori accreditati, che permette di verificare se un determinato professionista è accreditato all’elenco dei soggetti certificatori di Regione Lombardia;
- il servizio trova il certificatore più vicino a te, che permette di individuare un certificatore abilitato tramite una ricerca per distanza o per ambito geografico.
C’è poi la funzione Visura APE, che consente al consumatore interessato all’acquisto o alla locazione di un immobile di riscontrare la presenza dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) all’interno del Catasto Energetico Edifici Regionale, verificarne la validità temporale e consultare i dati contenuti in quell’APE acquisendo il fac-simile del documento originale.
(fonte:lavorincasa.it)

giovedì 9 aprile 2015

NUOVE LINEE GUIDA SULL'ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA APE


L’attestato di prestazione energetica APE cambia di nuovo. Il 1 luglio 2015 usciranno i decreti attuativi della legge 90/2013 (di conversione del Decreto Legislativo 63/2013). Ricordo che l’ultimo aggiornamento alla certificazione energetica c’è stato il 2 ottobre 2014, con la pubblicazione delle nuove UNI TS 11300:2014 parte 1 e 2 che hanno modificato il metodo di calcolo della prestazione energetica degli edifici, anche per quanto riguarda la certificazione energetica.
In questo articolo cerco di raccogliere le informazioni più importanti in merito alle nuove disposizioni legislative e normative sull’attestato di prestazione energetica. Tra le varie fonti utilizzate, ho trovato una bella guida in pdf che riepiloga molto bene la situazione passata, attuale e futura a partire dal 1 luglio 2015. Trovi il report a fondo pagina.
Le nuove disposizioni legislative in merito alla prestazione e certificazione energetica degli edifici riguarderanno sostanzialmente:
  • nuovo decreto requisiti minimi, contenente anche indicazioni sull’edificio di riferimento e sugli edifici a energia quasi zero
  • nuove linee guida per la certificazione energetica degli edifici, che tra le varie cose contiene il nuovo metodo per calcolare la classe energetica degli edifici e il nuovo aspetto grafico dell’APE.
Di seguito maggiori dettagli e a fondo pagina il rimando agli approfondimenti che ho trovato:
Il nuovo decreto requisiti minimi andrà a sostituire l’attuale DPR 59/2009 che ad oggi definisce i requisiti minimi e le metodologie per il calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici.
Tra gli argomenti trattati dal nuovo decreto cito i seguenti:
  • metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici: raccomandazioni CTI 14/2013, UNI TS 11300 1-2-3-4 e UNI EN 15193 sui requisiti energetici per l’illuminazione
  • certificazione dei software commerciali per la certificazione energetica degli edifici
  • indici di prestazione energetica, tra cui EPH, EPC, EPW, EPV, EPL, EPT
  • edificio di riferimento, identico all’edificio da certificare tranne che per predeterminati parametri energetici ed impiantistici
  • edifici a energia quasi zero, quelli che rispettano contemporaneamente i requisiti del nuovo decreto (al 2019 per edifici pubblici e al 2021 per tutti gli altri edifici) e gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili secondo il DLgs 28/2011
  • diagnosi energetica obbligatoria nel caso di ristrutturazione o nuova installazione di impianti termici con potenza termica nominale maggiore o uguale a 100 kW.
Questo nuovo decreto andrà a sostituire le vecchie linee guida sulla certificazione energetica, il decreto 26 giugno 2009. L’obiettivo è quello di uniformare le modalità di classificazione energetica degli edifici a livello nazionale e il modello di attestato di prestazione energetica APE.
Ecco le principali novità:
  • la classe energetica verrà calcolata sulla base dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile dell’edificio di riferimento
  • le classi energetiche saliranno da sette a dieci, A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G e nel caso di edificio a energia quasi zero occorrerà spuntare una casella apposita
  • ci saranno ancora le raccomandazioni sugli interventi migliorativi
  • verrà istituito un catasto energetico unico nazionale, il sistema informativo nazionale APE (SIAPE), in cui verranno raccolti tutti gli attestati di prestazione energetica, anche quelli delle regioni che hanno una propria legislazione in materia.